Per la rubrica “Storie di professionisti di successo” oggi abbiamo intervistato il Dott. Giuseppe Nappi, esperto in strategie digitali.

Scrittore di diversi libri: “Il consulente strategico digitale“, “Franchising formativo” e “Digital workshop“. 

Dott. Nappi ci parli di sé e di come è nata la sua attività

La mia attività è un’evoluzione di vita.

Mio padre aveva uno studio di professionisti, quindi io praticamente sono cresciuto tra commercialisti e consulenti del lavoro.

Da grande ho iniziato a lavorare nell’ambito del retail specialistico e ho trasformato aziende familiari in aziende anche multinazionali.

Poi nel 2007 grazie a Franchising Manager, che è una piattaforma di sviluppo franchising per le reti, abbiamo contribuito alla crescita di oltre 40 aziende con l’apertura di 600 nuove attività. 

Dal 2010 invece mi occupo di trasformazione digitale per professionisti, imprenditori e franchisor.

Io mi definisco un consulente strategico digitale

Questa in realtà è una professione che non esiste però io dico che nessun modello di consulenza strategica e direzionale può prescindere dal digitale.

Marketing e comunicazione sono in continua evoluzione.

Inoltre, sono un dottorando, presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, e con il mio studio dimostrerò come una ragazza di 10 anni può essere condizionata da una signora che sta in America.

Questo per far capire che sta cambiando un po’ tutto e io sto cercando, appunto, di diffondere l’onda di questa evoluzione, o meglio di rivoluzione.

Cosa la distingue dai suoi colleghi?

L’elemento distintivo è che sono stato un bambino che lavorava, sono stato un professionista, un imprenditore, e quindi è come se avessi vissuto tutte le fasi e tutti i processi.

Ma soprattutto sono uno studioso anche avendo 51 anni.

Diciamo che sono una persona che non riesce proprio a stare nella sua zona di comfort, quando trovo una certa sicurezza mi rimetto in moto, alla ricerca, in viaggio per iniziare una nuova avventura.

Secondo me è importante mettersi in gioco ogni singolo giorno.

Qual è la sfida più grande che si è trovato ad affrontare nella sua carriera?

La sfida più grande credo sia il sentirsi adeguato in quello che fai.

Questo credo sia un po’ il paradosso del professionista vincente.

Secondo me i veri professionisti sono quelli che si sentono sempre inadeguati rispetto alle attività che svolgono.

Ma più che una sfida è in realtà un percorso continuo.

Qual è il suo approccio nell’affrontare un nuovo incarico?

Il mio approccio è quello di riuscire a capire se con il mio lavoro posso apportare valore e se posso attuare un processo di trasformazione della persona/azienda che ho di fronte a me.

La pandemia come ha influenzato il suo lavoro?

Posso dire di essere stato fortunato.

Stavo riposizionando strategicamente le mie attività e mi sono ritrovato ad avere tanto lavoro arretrato che però prima delegavo.

Invece con la pandemia ho iniziato a gestire questo lavoro in prima persona.

Ammetto che vivere i progetti personalmente è stata una sfida di crescita per me perché ho avuto la possibilità di vivere il rapporto con il cliente, anche se in maniera digitale, ma in prima persona.

Per questo posso dire che la pandemia mi ha dato una sorta di spinta emotiva, una forza in più e mi ha permesso di ritrovare un rapporto vero con le persone che prima non avevo. 

Per me oggi la globalizzazione deve lasciare spazio alla localizzazione.

Ringraziamo il Dott. Giuseppe Nappi per la sua collaborazione.